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I caggionetti

A Natale, in tutto l’Abruzzo e soprattutto nel Chietino e nel Teramano, si friggono i caggionetti: mezzelune di pasta sottile ripiene di castagne o ceci, cioccolato, mandorle, mosto cotto e scorza d’agrumi, poi spolverate di zucchero.

Caggionetti — dolce tipico di Natale delle province di Chieti e Teramo


Ricetta abruzzese

Caggionetti: le mezzelune fritte di Natale

Una sfoglia di farina, vino bianco e olio, ripiena di castagne lessate o ceci, cioccolato, mandorle tostate e mosto cotto: il dolce fritto della vigilia di Natale.

Dolce Natale Fritto Castagne
Ricetta di famiglia, provata in casa
Zona Province di Chieti e Teramo
Tipo di piatto Dolce fritto
Difficoltà Media
Quando si mangia Natale

Navigazione rapida

Il piatto

Che cosa sono i caggionetti

I ravioli dolci fritti delle feste di Natale.

I caggionetti (o calcionetti, cagionetti, secondo il paese) sono mezzelune di pasta sottile, fatta con farina, vino bianco e olio, ripiene e fritte. Il ripieno più antico è di castagne lessate o di ceci, schiacciati e mescolati con cioccolato, mandorle tostate, mosto cotto, miele, cannella e scorza d’agrumi.

Si preparano nei giorni prima di Natale e si mangiano tiepidi o freddi, spolverati di zucchero o di zucchero a velo.

Cosa serve

Ingredienti

Per circa 40 caggionetti.

Per la pasta

  • 500 g di farina 00
  • 100 ml di vino bianco secco
  • 100 ml di olio extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Acqua tiepida quanto basta

Per il ripieno

  • 500 g di castagne lessate e sbucciate (o ceci lessati)
  • 100 g di mandorle tostate tritate
  • 100 g di cioccolato fondente tritato
  • 100 ml di mosto cotto (o 3 cucchiai di miele)
  • La scorza grattugiata di un’arancia e di un limone
  • 1 cucchiaino di cannella
  • Un bicchierino di rum o di liquore all’anice

Per friggere e finire

  • Olio di semi di arachide
  • Zucchero semolato o a velo
Passo dopo passo

Preparazione

  1. Schiaccia le castagne (o i ceci) con lo schiacciapatate e mescola con mandorle, cioccolato, mosto cotto, scorze, cannella e liquore. Copri e lascia riposare, meglio fino al giorno dopo.
  2. Impasta la farina con il vino, l’olio, lo zucchero e l’acqua necessaria fino a una pasta liscia ed elastica; lasciala riposare 30 minuti coperta.
  3. Stendi la pasta molto sottile, come per i ravioli, e ricava dei dischi di 8–9 cm.
  4. Metti al centro di ogni disco un cucchiaino di ripieno, chiudi a mezzaluna e sigilla i bordi premendo con una forchetta.
  5. Friggi pochi caggionetti alla volta in olio ben caldo (170 °C) finché sono dorati, girandoli una volta.
  6. Scolali su carta assorbente e passali nello zucchero ancora caldi, oppure spolverali di zucchero a velo da freddi.
Dalla cucina di casa

Consigli

  • Sigilla bene i bordi, togliendo l’aria: altrimenti in frittura si aprono.
  • Se preferisci, puoi cuocerli in forno a 180 °C per 20 minuti, spennellati d’olio: vengono più leggeri ma meno fragranti.
  • Si conservano per qualche giorno in una scatola di latta.
Nota: ogni paese ha il suo ripieno: castagne nell’interno, ceci verso la costa, e c’è chi aggiunge la scrucchiata d’uva o il caffè.
Galleria

Le foto

Tocca una foto per ingrandirla.

Caggionetti di Natale – 1 Caggionetti di Natale – 2 Caggionetti di Natale – 3

Foto 1: caggionetti di Natale della provincia di Teramo, dicembre 2019; foto 2: caggionetti di Natale della provincia di Teramo, dicembre 2019; foto 3: caggionetti di Natale della provincia di Teramo, dicembre 2019. Crediti: Horcrux (CC BY-SA 4.0); Horcrux (CC BY-SA 4.0); Horcrux (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons, ridimensionate; dalla foto 1 è ricavata anche l’icona del menu.

Tradizione

Storia e curiosità

I caggionetti sono un dolce contadino delle feste: le castagne venivano dai boschi delle colline, i ceci dagli orti, il mosto cotto dalla vendemmia. Le donne della famiglia si riunivano nei giorni prima di Natale per prepararne grandi quantità.

Si mangiavano la sera della vigilia e si offrivano a parenti e vicini. Il nome cambia da paese a paese, ma la forma a mezzaluna e il ripieno dolce di legumi o castagne restano gli stessi.

Curiosità: nel Chietino si chiamano spesso calcionetti, nel Teramano caggionetti o cagionetti: è lo stesso dolce.

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