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Il carciofo di Cupello

Sulle colline tra Vasto e il fiume Trigno, a Cupello, dal dopoguerra il carciofo ha preso il posto del grano: oggi è il simbolo del paese, che ogni primavera gli dedica un festival. Ecco da dove viene, come si coltiva e come si cucina.

Carciofo di Cupello — prodotto tipico della provincia di Chieti


Prodotto tipico abruzzese

Carciofo di Cupello: il carciofo delle colline vastesi

Un carciofo senza spine, tondo e tenero, nato dal romanesco «Campagnano» e adattato in decenni alle colline argillose del Vastese: da fine inverno alla primavera riempie i mercati e le tavole della costa.

Ortaggio Vastese Primavera Provincia di Chieti
Ecotipo locale del Vastese, festeggiato dal 1965
Zona Cupello e San Salvo (CH)
Tipo di prodotto Carciofo
Riconoscimento Ecotipo locale
Stagione Raccolta: febbraio–maggio

Navigazione rapida

Il prodotto

Che cos’è il carciofo di Cupello

Un ecotipo locale di carciofo senza spine.

Il carciofo di Cupello è un ecotipo locale derivato dal «Campagnano», una varietà romanesca: un carciofo tondo e senza spine, con le brattee verdi sfumate di viola e un cuore tenero.

La coltivazione intensiva è iniziata tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, come alternativa ai cereali. Nel 1961 è nata a Cupello la prima cooperativa per commercializzarlo, la San Rocco, ancora oggi attiva.

Territorio

Dove nasce

Si coltiva soprattutto a Cupello, dove si trova la maggior parte degli impianti, e a San Salvo, con piccole superfici anche a Vasto, Monteodorisio e Lentella: colline vicine al mare, nella parte meridionale della provincia di Chieti.

  • Cupello
  • San Salvo
  • Vasto
  • Monteodorisio
  • Lentella
Dalla terra alla tavola

La lavorazione

  1. In estate si mettono a dimora i carducci, i germogli presi dalle piante madri.
  2. Con le piogge di fine estate le piante ripartono; si irriga quando serve.
  3. Da fine inverno spuntano i capolini: il primo, il più grande, è la «mamma».
  4. Si raccolgono a mano, con un pezzo di gambo, da febbraio a maggio.
  5. Si vendono freschi a mazzi, oppure si conservano sott’olio.
In cucina

Come si usa

Nella cucina vastese il carciofo si prepara in mille modi, dalla padella alla brace.

  • Carciofi ripieni di pane, uova e formaggio, cotti in tegame
  • Alla brace, con aglio, prezzemolo e olio delle colline teatine
  • Fritti in pastella, o in frittata
  • Con l’agnello a Pasqua, e sott’olio per tutto l’anno
Consigli

Come sceglierlo e conservarlo

  • Scegli carciofi sodi e pesanti, con le foglie ben chiuse e il gambo fresco.
  • Mentre li pulisci, mettili in acqua e limone perché non anneriscano.
  • Il gambo, pelato, è buono quanto il cuore: non buttarlo.
  • Conservali in frigorifero con il gambo immerso in un po’ d’acqua, e usali entro pochi giorni.
Da sapere: il carciofo fresco si trova solo tra fine inverno e primavera; nel resto dell’anno c’è quello sott’olio.
Per ordinare

Dove acquistarlo e chi contattare

Contatti verificati sui siti ufficiali a ottobre 2026: prima di ordinare controlla disponibilità e prezzi.

Cooperativa San Rocco di Cupello

La cooperativa nata nel 1961 per commercializzare il carciofo di Cupello, punto di riferimento per centinaia di agricoltori soci. Non abbiamo trovato recapiti verificati: in primavera il modo più semplice per comprarlo è il Festival del Carciofo di Cupello, tra fine aprile e inizio maggio, o i mercati e i produttori della zona tra Cupello e San Salvo.

Galleria

Le foto

Tocca una foto per ingrandirla.

Carciofo di Cupello – 1 Carciofo di Cupello – 2

Foto 1: carciofi cotti serviti al Festival del Carciofo di Cupello (2018); foto 2: il menù del festival. Crediti: Giorgio Pietrocola (CC BY-SA 4.0); Giorgio Pietrocola (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons, ridimensionate; dalla foto 1 è ricavata anche l’icona del menu.

Tradizione

Storia e curiosità

Nel dopoguerra gli agricoltori di Cupello cominciarono a coltivare il carciofo al posto del grano: la coltura si diffuse in pochi anni e nel 1961 nacque la cooperativa San Rocco per venderlo nei mercati del Centro e del Nord.

Nel 1965 si tenne la prima sagra del carciofo; dopo alcuni anni di interruzione è ripresa nel 1990 ed è oggi il Festival del Carciofo, con piatti e menu dedicati.

Curiosità: il carciofo di Cupello deriva dal «Campagnano», la stessa famiglia del carciofo romanesco.

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