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La mortadella di Campotosto

Un piccolo salume ovale, legato in coppia con lo spago, con un bastoncino di lardo bianchissimo al centro: in paese la chiamano scherzosamente «coglioni di mulo». Si affumica col legno di quercia e stagiona a 1.300 metri, al vento del lago di Campotosto. Ecco come si fa e dove comprarla.

Mortadella di Campotosto — prodotto tipico dei Monti della Laga


Prodotto tipico abruzzese

Mortadella di Campotosto: il salume del lago, legato in coppia

Carne magra di maiale macinata finissima, un lardello lungo una decina di centimetri al centro, due settimane di fumo e mesi di aria di montagna: un salume rimasto uguale a quello delle nonne.

Presidio Slow Food Salume Monti della Laga Provincia dell’Aquila
Presidio Slow Food
Zona Campotosto, Parco del Gran Sasso e Monti della Laga
Tipo di prodotto Salume stagionato
Riconoscimento Presidio Slow Food
Stagione Si produce d’inverno

Navigazione rapida

Il prodotto

Che cos’è la mortadella di Campotosto

Un salume ovale di carne di maiale con il lardello al centro.

La mortadella di Campotosto è un salume ovale, fatto con tagli magri e scelti di maiale, come spalla e prosciutto, macinati finemente insieme a un po’ di pancetta. Al centro dell’impasto si mette un lardello lungo circa dieci centimetri.

Si vende legata in coppia con uno spago annodato a mano: per la forma e per la coppia in paese è nota come «coglioni di mulo». È un Presidio Slow Food, nato per distinguerla dalle imitazioni industriali con budelli precotti, lardelli congelati e conservanti.

Territorio

Dove nasce

Si produce a Campotosto, paese sulle rive dell’omonimo lago, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La stagionatura avviene in locali naturali a circa 1.300 metri, ventilati dalla tramontana.

Dalla terra alla tavola

La lavorazione

  1. D’inverno si macinano finemente spalla e prosciutto di maiale con un po’ di pancetta, e si condisce l’impasto.
  2. Si forma la mortadella attorno a un lardello di circa dieci centimetri.
  3. Si legano le mortadelle a coppie con lo spago; un bastoncino infilato nella legatura la stringe man mano che il salume asciuga.
  4. Si affumicano per circa 15 giorni con legna di quercia o faggio.
  5. Stagionano in locali naturali ventilati: almeno 2 mesi secondo il disciplinare, ma sono pronte dopo circa 3 mesi.
In cucina

Come si usa

La mortadella di Campotosto si gusta da sola, a fette non troppo sottili, per sentire il contrasto tra la carne e il lardello.

  • A fette con pane casereccio e un bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo
  • Nel tagliere con pecorino e canestrato del Gran Sasso
  • Con la pizza di Pasqua e le uova sode, nella colazione pasquale
  • Con fave fresche in primavera
Consigli

Come sceglierlo e conservarlo

  • Tagliala a mano, a fette di qualche millimetro, togliendo lo spago e il budello.
  • Una volta tagliata, copri la parte aperta con carta per alimenti e tienila in frigorifero.
  • Intera, si conserva in un luogo fresco e asciutto, appesa.
  • Al taglio la carne deve essere compatta e rosso intenso, il lardello bianco, dolce e croccante.
Attenzione: in commercio ci sono mortadelle «tipo Campotosto» industriali. Quella vera si compra dai produttori del paese.
Per ordinare

Dove acquistarlo e chi contattare

Contatti verificati sui siti ufficiali a ottobre 2026: prima di ordinare controlla disponibilità e prezzi.

Salumi Berardi

Salumificio di Ernesto Berardi a Poggio Cancelli, frazione di Campotosto: produttore e referente dei produttori del Presidio Slow Food.

Nonna Ina di Ugo Paolini

Produttore del Presidio a Campotosto.

Galleria

Le foto

Tocca una foto per ingrandirla.

Mortadella di Campotosto – 1

Foto 1: una mortadella di Campotosto tagliata, con il lardello al centro. Crediti: Infinitispazi (pubblico dominio), via Wikimedia Commons, ridimensionata; dalla foto è ricavata anche l’icona del menu.

Tradizione

Storia e curiosità

Un tempo a Campotosto le famiglie preparavano le mortadelle insieme, in un lavoro di comunità, dopo l’uccisione del maiale; si cominciavano a mangiare a Pasqua.

Il metodo è rimasto quello del passato. Oggi pochi produttori del paese la fanno ancora a mano, e il Presidio Slow Food li aiuta a difenderla dalle imitazioni.

Curiosità: il bastoncino infilato nella legatura serve a stringere lo spago a mano a mano che la mortadella asciuga e cala di volume.

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