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I paesi della Valle Peligna

La terra di Ovidio e dei Peligni: Corfinio, capitale degli Italici contro Roma, la grande festa della Madonna della Libera a Pratola, le gole dell’Aterno a Raiano, i borghi più belli di Pettorano e Bugnara e l’aglio rosso di Sulmona.


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Paesi della Valle Peligna: Pratola Peligna, Corfinio, Raiano, Introdacqua, Pettorano sul Gizio e altri



Provincia dell’Aquila · Valle Peligna

La Valle Peligna: la conca di Sulmona tra il Morrone e il Genzana

La terra di Ovidio e dei Peligni: Corfinio, capitale degli Italici contro Roma, la grande festa della Madonna della Libera a Pratola, le gole dell’Aterno a Raiano, i borghi più belli di Pettorano e Bugnara e l’aglio rosso di Sulmona.

Borghi Archeologia Riserve Feste Majella
Informazioni verificate su fonti ufficiali
Quota 342–642 m
Provincia L’Aquila

Navigazione rapida

In auto

Come arrivare

  • In auto: A25 Roma–Pescara, uscite di Pratola Peligna (per Pratola, Corfinio, Raiano, Vittorito e Prezza) e di Sulmona–Pratola (per Introdacqua, Bugnara e Pettorano).
  • In treno: le linee Roma–Pescara e Sulmona–L’Aquila fermano a Pratola Peligna, Raiano e Sulmona.
  • Da sud: la SS 17 sale da Sulmona verso Pettorano sul Gizio e Roccaraso.
Il paese

Pratola Peligna 342 m

Altitudine
342 m
Comune
Pratola Peligna

Il paese più grande della valle dopo Sulmona, con un borgo medievale, fontane civiche e il grande santuario della Madonna della Libera, ricostruito a metà Ottocento. È conosciuto anche per i fagioli, i vini e la lavorazione dei mobili rustici.

Cosa fare

Curiosità: La festa della Madonna della Libera, la prima domenica di maggio, comincia il venerdì con l’arrivo a piedi dei pellegrini di Gioia dei Marsi, che attraversano i monti e percorrono in ginocchio la navata fino all’altare: è lo «strascino».

A tavola

  • Le sagne e fagioli — Pasta di acqua e farina tagliata a pezzi e cotta coi fagioli, pomodoro e peperoncino.
  • Le scrippelle ’mbusse — Crespelle arrotolate con pecorino e servite nel brodo di gallina, il primo delle feste teramane.
  • Montepulciano d’Abruzzo DOC — Il rosso simbolo della regione, dal vitigno Montepulciano: con arrosticini, agnello e castrato.

Numeri utili

Dove mangiare a Pratola Peligna

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Il paese

Corfinio 346 m

Altitudine
346 m
Comune
Corfinio

Sulle rovine di Corfinium, la città peligna che durante la guerra sociale fu capitale della Lega italica. Fuori dal paese sorge la concattedrale di San Pelino, capolavoro romanico, con accanto il Museo archeologico «Antonio De Nino».

Cosa fare

Curiosità: Quando fu capitale degli Italici in guerra contro Roma (91–88 a.C.) la città prese il nome di «Italica» e coniò una moneta d’argento con la scritta «Italia». Fino al 1928 il paese si chiamava Pentima.

A tavola

  • Le sagne e fagioli — Pasta di acqua e farina tagliata a pezzi e cotta coi fagioli, pomodoro e peperoncino.
  • Aglio rosso di Sulmona — Tuniche rosso-violacee, sapore intenso e trecce tradizionali della Valle Peligna.
  • Cerasuolo d’Abruzzo DOC — Il rosato color ciliegia da uve Montepulciano, ottimo con salumi, brodetto e primi.

Numeri utili

Dove mangiare a Corfinio

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Il paese

Raiano 390 m

Altitudine
390 m
Comune
Raiano

Paese all’ingresso occidentale della valle, sul vecchio tratturo Celano–Foggia. Qui l’Aterno scorre nelle Gole di San Venanzio, una riserva naturale con l’eremo costruito sopra il fiume: un corridoio verde tra la Majella e il Sirente-Velino.

Cosa fare

Curiosità: L’eremo di San Venanzio è costruito a cavallo dell’Aterno, proprio sopra la gola: sulle pareti intorno nidificano l’aquila reale, il lanario e il falco pellegrino.

A tavola

  • Le sagne e fagioli — Pasta di acqua e farina tagliata a pezzi e cotta coi fagioli, pomodoro e peperoncino.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • Montepulciano d’Abruzzo DOC — Il rosso simbolo della regione, dal vitigno Montepulciano: con arrosticini, agnello e castrato.

Numeri utili

Dove mangiare a Raiano

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Il paese

Vittorito 377 m

Altitudine
377 m
Comune
Vittorito

Piccolo paese di vigne e uliveti sul lato nord della valle, con la chiesa romanica di San Michele Arcangelo, la Porta da Piedi con la torre longobarda e il belvedere di Monte Castellano, che guarda tutta la conca peligna.

Cosa fare

Curiosità: L’11 novembre, per San Martino, il paese festeggia con castagne e vino novello; il 3 febbraio c’è la festa del patrono San Biagio e a fine maggio quella della Madonna del Borgo.

A tavola

  • Cerasuolo d’Abruzzo DOC — Il rosato color ciliegia da uve Montepulciano, ottimo con salumi, brodetto e primi.
  • Le sagne e fagioli — Pasta di acqua e farina tagliata a pezzi e cotta coi fagioli, pomodoro e peperoncino.
  • Le ferratelle o pizzelle — Cialde sottili cotte tra due piastre di ferro decorate, profumate all’anice o al limone.

Numeri utili

Dove mangiare a Vittorito

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Il paese

Prezza 480 m

Altitudine
480 m
Comune
Prezza

Borgo arroccato sulla collina che chiude la valle a ovest, dove un castello medievale sorvegliava la strada per il valico di Cocullo. In paese la chiesa di Santa Lucia, rinascimentale, e fuori la chiesa di Santa Maria del Colle, del XII secolo.

Cosa fare

Curiosità: Una leggenda spiega perché santa Lucia è la patrona: la sua statua doveva essere portata in un altro paese, ma il mulo che la trasportava si rifiutò di lasciare Prezza.

A tavola

  • Le sagne e fagioli — Pasta di acqua e farina tagliata a pezzi e cotta coi fagioli, pomodoro e peperoncino.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • I caggionetti — Ravioli dolci fritti di Natale, ripieni di castagne o ceci, cioccolato e mosto cotto.

Numeri utili

Dove mangiare a Prezza

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Il paese

Introdacqua 642 m

Altitudine
642 m
Comune
Introdacqua

Borgo su un colle alla confluenza di due valli, sopra Sulmona, con la torre medievale e le case in pietra. Qui si coltiva una varietà locale dell’aglio rosso di Sulmona, dal sapore più delicato.

Cosa fare

Curiosità: La sera del 17 gennaio, per sant’Antonio Abate, le strade del paese si riempiono di falò e di banchetti con i piatti locali; a Pasqua si rinnova la «Madonna che vola».

A tavola

  • Aglio rosso di Sulmona — Tuniche rosso-violacee, sapore intenso e trecce tradizionali della Valle Peligna.
  • La polenta sulla spianatora — Polenta versata sulla tavola di legno, col sugo di salsicce, mangiata tutti insieme.
  • I caggionetti — Ravioli dolci fritti di Natale, ripieni di castagne o ceci, cioccolato e mosto cotto.

Numeri utili

Dove mangiare a Introdacqua

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Il paese

Pettorano sul Gizio 625 m

Altitudine
625 m
Comune
Pettorano sul Gizio

Tra i Borghi più belli d’Italia, si stende sotto il castello Cantelmo, una delle grandi fortezze della valle. Il paese è dentro la riserva Monte Genzana e Alto Gizio, nel Parco della Majella: boschi, faggete e il fiume Gizio, dove vivono orso e lupo.

Cosa fare

Curiosità: Le acque del Gizio sono quelle cantate da Ovidio: «Sulmona è la mia patria, ricchissima di gelide acque», scriveva il poeta nei Tristia.

A tavola

  • Aglio rosso di Sulmona — Tuniche rosso-violacee, sapore intenso e trecce tradizionali della Valle Peligna.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • Le sagne e fagioli — Pasta di acqua e farina tagliata a pezzi e cotta coi fagioli, pomodoro e peperoncino.

Numeri utili

Dove mangiare a Pettorano sul Gizio

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Il paese

Bugnara 580 m

Altitudine
580 m
Comune
Bugnara

Borgo tra i più belli d’Italia sul fianco della valle, dominato dal Palazzo ducale Di Sangro, la «Rocca dello Scorpione» del XII secolo, chiuso dalle mura. Dal paese si sale verso le gole del Sagittario e Anversa degli Abruzzi.

Cosa fare

Curiosità: Il palazzo ducale fu costruito nel XII secolo dai Di Sangro, che lo abitarono fino al Cinquecento: oggi è il cuore di uno dei Borghi più belli d’Italia.

A tavola

  • Aglio rosso di Sulmona — Tuniche rosso-violacee, sapore intenso e trecce tradizionali della Valle Peligna.
  • Le scrippelle ’mbusse — Crespelle arrotolate con pecorino e servite nel brodo di gallina, il primo delle feste teramane.
  • I confetti di Sulmona — Mandorle ricoperte di zucchero lavorate dal Settecento: con i confetti a Sulmona si fanno anche fiori e spighe.

Numeri utili

Dove mangiare a Bugnara

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A tavola

Sapori e tradizioni

I piatti e i prodotti tipici della zona, con le ricette e le schede del nostro sito.

La cucina peligna è quella della conca di Sulmona: l’aglio rosso, i confetti, i legumi e i fagioli di Pratola, le scrippelle, le sagne, i ceci ripieni di Natale e i vini della valle, Montepulciano e Cerasuolo.

  • Aglio rosso di Sulmona — Tuniche rosso-violacee, sapore intenso e trecce tradizionali della Valle Peligna.
  • I confetti di Sulmona — Mandorle ricoperte di zucchero lavorate dal Settecento: con i confetti a Sulmona si fanno anche fiori e spighe.
  • Le sagne e fagioli — Pasta di acqua e farina tagliata a pezzi e cotta coi fagioli, pomodoro e peperoncino.
  • Le scrippelle ’mbusse — Crespelle arrotolate con pecorino e servite nel brodo di gallina, il primo delle feste teramane.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • Le ferratelle o pizzelle — Cialde sottili cotte tra due piastre di ferro decorate, profumate all’anice o al limone.
  • I caggionetti — Ravioli dolci fritti di Natale, ripieni di castagne o ceci, cioccolato e mosto cotto.
  • Montepulciano d’Abruzzo DOC — Il rosso simbolo della regione, dal vitigno Montepulciano: con arrosticini, agnello e castrato.
  • Cerasuolo d’Abruzzo DOC — Il rosato color ciliegia da uve Montepulciano, ottimo con salumi, brodetto e primi.

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