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I paesi della Val di Sangro e dell’Aventino

Dalle valli che scendono dalla Majella al lago di Bomba: il castello di Roccascalegna sullo sperone di roccia, la Grotta del Cavallone, il borgo di gesso di Gessopalena, la patria dei cuochi a Villa Santa Maria e i Pizzi di Pizzoferrato.


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Paesi della Val di Sangro e dell’Aventino: Atessa, Bomba, Roccascalegna, Villa Santa Maria, Taranta Peligna e altri



Provincia di Chieti

La Val di Sangro e l’Aventino: castelli, grotte e il lago di Bomba

Dalle valli che scendono dalla Majella al lago di Bomba: il castello di Roccascalegna sullo sperone di roccia, la Grotta del Cavallone, il borgo di gesso di Gessopalena, la patria dei cuochi a Villa Santa Maria e i Pizzi di Pizzoferrato.

Borghi Castelli Grotte Majella Lago
Informazioni verificate su fonti ufficiali
Quota 390–1.251 m
Provincia Chieti

Dove si trovano i paesi

Clicca su un paese per andare alla sua scheda; il rombo blu segna gli impianti sciistici.

Navigazione rapida

In auto

Come arrivare

  • Dall’A14: uscita Val di Sangro, poi la fondovalle Sangro verso Atessa, Bomba e Villa Santa Maria.
  • Da Lanciano: la SS 84 Frentana sale verso Casoli, Gessopalena, Torricella Peligna e Taranta Peligna.
  • Da Roma: A24–A25 fino a Pescara, poi A14; oppure da Castel di Sangro per Pizzoferrato e Villa Santa Maria.
Il paese

Atessa 435 m

Altitudine
435 m
Comune
Atessa

Il centro più grande della media Val di Sangro nacque dall’unione di due borghi longobardi, Ate e Tixa, saldati intorno al Duomo di San Leucio. Nella cattedrale, oltre a un ostensorio del 1418 di Nicola da Guardiagrele, si conserva in un reliquiario la leggendaria «costola del drago» che san Leucio avrebbe ucciso.

Cosa fare

Curiosità: Secondo la leggenda il drago abitava presso la discesa del Rio Falco, accanto alla chiesa di San Giovanni Battista, una delle più antiche del paese, citata già nel 998 nel Chronicon Vulturnense.

A tavola

Numeri utili

Dove mangiare a Atessa

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Il paese

Bomba 424 m

Altitudine
424 m
Comune
Bomba

Il paese guarda dall’alto il lago nato nel 1957 deviando il Sangro, oggi meta di passeggiate, pesca e sport d’acqua. Qui nacquero i fratelli Bertrando e Silvio Spaventa, filosofo e patriota: la loro casa natale e il monumento a Silvio in piazza Matteotti ricordano la famiglia.

Cosa fare

Curiosità: Sul Monte Pallano, al confine con Atessa e Tornareccio, restano le mura ciclopiche dell’antica Pallanum, oggi in un parco archeologico; in paese il Museo etnografico ricostruisce in sei stanze una casa contadina.

A tavola

  • Peperone dolce di Altino — Piccoli peperoni rossi a corno, essiccati in collane e macinati: Presidio Slow Food.
  • Sagne e ceci — Pasta fatta in casa con acqua e farina, tagliata a pezzi e cotta con i ceci: il primo povero e saporito della montagna.
  • Cavatelli e tacconelle — Paste fatte in casa del Chietino, col sugo di carne o con i legumi.

Numeri utili

Dove mangiare a Bomba

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Il paese

Roccascalegna 430 m

Altitudine
430 m
Comune
Roccascalegna

Il castello, aggrappato a uno sperone di roccia sopra la valle del Rio Secco, è tra i più fotografati d’Abruzzo: torre di avvistamento longobarda, poi fortezza, restaurato dopo il 1985 quando gli ultimi feudatari lo donarono al Comune. Il nome verrebbe dalla «rocca con la scala di legno» che dal paese saliva alla torre.

Cosa fare

Curiosità: La leggenda racconta che a metà Seicento il barone Corvo de Corvis imponesse ai vassalli di venerare un corvo nero: chi rifiutava finiva nelle segrete del castello.

A tavola

  • Cavatelli e tacconelle — Paste fatte in casa del Chietino, col sugo di carne o con i legumi.
  • Le pallotte cacio e ova — Polpette senza carne di pane, uova e formaggio, fritte e poi cotte nel sugo di pomodoro.
  • Sagne e ceci — Pasta fatta in casa con acqua e farina, tagliata a pezzi e cotta con i ceci: il primo povero e saporito della montagna.

Numeri utili

Dove mangiare a Roccascalegna

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Il paese

Gessopalena 654 m

Altitudine
654 m
Comune
Gessopalena

Il borgo antico sorge su uno sperone di gesso che domina la valle dell’Aventino: distrutto dai tedeschi nel 1943, oggi è il «Museo Borgo del Gesso», un museo all’aperto tra case di pietra e rocce cristalline. Nel paese nuovo la chiesa dei Raccomandati conserva il portale romanico della distrutta Sant’Egidio.

Cosa fare

Curiosità: Il paese vecchio è un luogo della memoria: un casale ospita la Fondazione Brigata Maiella e il borgo fa da scenario alla processione del Venerdì santo e alla notte bianca.

A tavola

  • Sagne e ceci — Pasta fatta in casa con acqua e farina, tagliata a pezzi e cotta con i ceci: il primo povero e saporito della montagna.
  • Le pallotte cacio e ova — Polpette senza carne di pane, uova e formaggio, fritte e poi cotte nel sugo di pomodoro.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.

Numeri utili

Dove mangiare a Gessopalena

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Il paese

Torricella Peligna 910 m

Altitudine
910 m
Comune
Torricella Peligna

Il paese più alto della media valle dell’Aventino, a 910 metri, con la Majella di fronte. È la terra d’origine della famiglia di John Fante, lo scrittore americano di «Chiedi alla polvere»: a fine agosto il festival «Il dio di mio padre» lo ricorda con letture, ospiti e il Premio John Fante Opera Prima.

Cosa fare

Curiosità: Per la festa di San Marziale e San Rocco, dal 12 al 16 agosto, i bambini sfilano in costume in ricordo del martirio di san Marziale fanciullo; appena fuori dal paese c’è il santuario cinquecentesco della Madonna delle Rose.

A tavola

  • Sagne e ceci — Pasta fatta in casa con acqua e farina, tagliata a pezzi e cotta con i ceci: il primo povero e saporito della montagna.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • Le pallotte cacio e ova — Polpette senza carne di pane, uova e formaggio, fritte e poi cotte nel sugo di pomodoro.

Numeri utili

Dove mangiare a Torricella Peligna

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Il paese

Taranta Peligna 460 m

Altitudine
460 m
Comune
Taranta Peligna

Piccolo paese del Parco della Majella sull’alto corso dell’Aventino, conosciuto per la Grotta del Cavallone: a 1.475 metri sulla parete della Valle di Taranta, si raggiunge con un impianto a fune e si visita per circa 800 metri tra sale di concrezioni, con nomi presi dalla «Figlia di Iorio» di D’Annunzio.

Cosa fare

Curiosità: Il 2 febbraio, per la Candelora, si prepara il pane sacro detto «panicella»; nello stemma del paese c’è una tarantola, per assonanza con il nome, che fino al 1881 era Tarantola.

A tavola

  • Sagne e ceci — Pasta fatta in casa con acqua e farina, tagliata a pezzi e cotta con i ceci: il primo povero e saporito della montagna.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • La pecora alla callara — Carne di pecora cotta per ore nel paiolo di rame con odori e peperoncino, il piatto dei pastori.

Numeri utili

Dove mangiare a Taranta Peligna

  • HidFood – Rifugio Grotta del Cavallone presso la Grotta del Cavallone, Taranta Peligna · 375 562 2196
  • Trattorie e ristoranti di Taranta Peligna: cerca su TripAdvisor

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Il paese

Villa Santa Maria 390 m

Altitudine
390 m
Comune
Villa Santa Maria

La «Patria dei cuochi»: dal Seicento, quando i Caracciolo vi istituirono una scuola per i cuochi delle corti, il paese ha formato generazioni di chef e oggi ha un istituto alberghiero. Qui nacque nel 1563 san Francesco Caracciolo, dal 1996 patrono dei cuochi d’Italia; palazzo Caracciolo ospita il Museo dei Cuochi.

Cosa fare

Curiosità: Nella parte bassa del paese, presso il Sangro, il santuario di Santa Maria in Basilica ricorda il monastero altomedievale da cui viene il nome, già citato nel 703 nel Chronicon Vulturnense.

A tavola

  • Le pallotte cacio e ova — Polpette senza carne di pane, uova e formaggio, fritte e poi cotte nel sugo di pomodoro.
  • Cavatelli e tacconelle — Paste fatte in casa del Chietino, col sugo di carne o con i legumi.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.

Numeri utili

Dove mangiare a Villa Santa Maria

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Il paese

Pizzoferrato 1.251 m

Altitudine
1.251 m
Comune
Pizzoferrato

Il paese più alto della zona, a 1.251 metri, sotto le rocce calcaree dei «Pizzi» che gli danno il nome; il palazzo ducale occupa il vecchio castello. Nella valle, sotto una rupe, la chiesetta di San Domenico in Silvis custodisce la grotta dove visse il santo eremita.

Cosa fare

Curiosità: Qui nacque nel 1935 Bruno Sammartino, leggenda del wrestling americano, campione del mondo WWWF per quasi otto anni.

A tavola

  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • La pecora alla callara — Carne di pecora cotta per ore nel paiolo di rame con odori e peperoncino, il piatto dei pastori.
  • Sagne e ceci — Pasta fatta in casa con acqua e farina, tagliata a pezzi e cotta con i ceci: il primo povero e saporito della montagna.

Numeri utili

Dove mangiare a Pizzoferrato

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A tavola

Sapori e tradizioni

I piatti e i prodotti tipici della zona, con le ricette e le schede del nostro sito.

Nelle valli del Sangro e dell’Aventino la cucina è quella dell’entroterra chietino: sagne e ceci, cavatelli, pallotte cacio e ova, agnello cacio e uova, e il peperone dolce della vicina Altino. A Villa Santa Maria la tradizione dei cuochi è di casa.

  • Sagne e ceci — Pasta fatta in casa con acqua e farina, tagliata a pezzi e cotta con i ceci: il primo povero e saporito della montagna.
  • Cavatelli e tacconelle — Paste fatte in casa del Chietino, col sugo di carne o con i legumi.
  • Le pallotte cacio e ova — Polpette senza carne di pane, uova e formaggio, fritte e poi cotte nel sugo di pomodoro.
  • Agnello all’uovo — Spezzatino di agnello legato con uovo e limone, il piatto di Pasqua a L’Aquila.
  • Peperone dolce di Altino — Piccoli peperoni rossi a corno, essiccati in collane e macinati: Presidio Slow Food.
  • La pecora alla callara — Carne di pecora cotta per ore nel paiolo di rame con odori e peperoncino, il piatto dei pastori.
  • Le sise delle monache — Il dolce di Guardiagrele: pan di Spagna a tre punte, ripieno di crema e coperto di zucchero a velo.
  • Olio Colline Teatine DOP — L’extravergine delle colline del Chietino, tra la Majella e il mare, dalla Gentile di Chieti.
  • Montepulciano d’Abruzzo DOC — Il rosso simbolo della regione, dal vitigno Montepulciano: con arrosticini, agnello e castrato.

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