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Le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio

Piccolissime, scure e saporite, crescono sopra i mille metri sulle pendici del Gran Sasso, nel Parco nazionale. Si seminano a fine marzo, si falciano a mano in estate e non hanno bisogno di ammollo: ecco come nascono, come si cucinano e a chi rivolgersi per comprarle.

Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio — prodotto tipico del Gran Sasso


Prodotto tipico abruzzese

Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio: le piccole lenticchie del Gran Sasso

Semi minuscoli color marrone-violaceo, coltivati su terreni poveri di montagna tra i 1.000 e i 1.600 metri e raccolti quasi tutti a mano: un legume antico salvato da pochi agricoltori.

Presidio Slow Food Legume Gran Sasso Provincia dell’Aquila
Presidio Slow Food e prodotto agroalimentare tradizionale abruzzese
Zona Santo Stefano di Sessanio e dintorni
Tipo di prodotto Legume secco
Riconoscimento Presidio Slow Food
Stagione Raccolta: fine luglio–agosto

Navigazione rapida

Il prodotto

Che cosa sono le lenticchie di Santo Stefano

Un ecotipo locale di lenticchia selezionato in secoli di coltivazione in quota.

Le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio sono minuscole, tondeggianti e di colore marrone scuro con riflessi violacei. Sono un biotipo locale, selezionato nel tempo dagli agricoltori del Gran Sasso, e sono riconosciute come Presidio Slow Food e tra i prodotti agroalimentari tradizionali dell’Abruzzo.

Hanno buccia sottile e polpa saporita: non hanno bisogno di ammollo e restano intere in cottura. La produzione è piccola, in buona parte nelle mani di coltivatori anziani, e i campi soffrono i danni dei cinghiali.

Territorio

Dove nasce

Si coltivano a Santo Stefano di Sessanio e nei comuni vicini, sul versante meridionale del Gran Sasso, dentro il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. I campi stanno tra i 1.000 e i 1.600 metri: i risultati migliori si ottengono intorno ai 1.200 metri.

  • Santo Stefano di Sessanio
  • Calascio
  • Castel del Monte
  • Castelvecchio Calvisio
  • Barisciano
  • Ofena
Dalla terra alla tavola

La lavorazione

  1. A fine marzo si semina su terreni di montagna poveri e calcarei.
  2. La pianta cresce senza irrigazione, con il clima asciutto dell’altopiano.
  3. Tra fine luglio e agosto le piante si falciano, quasi sempre a mano: la maturazione è scalare e cambia con l’altitudine.
  4. Le piante si riuniscono in covoni e si lasciano seccare sotto un telo.
  5. Si battono per separare i semi, che vengono puliti e confezionati. La mietitrebbia si usa poco: sui terreni impervi farebbe perdere fino al 30–40% del raccolto.
In cucina

Come si usa

In Abruzzo le lenticchie si mangiano tutto l’anno, ma sono d’obbligo a Capodanno. Quelle di Santo Stefano si prestano a ricette semplici.

  • Zuppa di lenticchie con aglio, sedano, pomodoro e un filo d’olio, servita sul pane abbrustolito
  • Minestra con la pasta fatta in casa, come le sagne
  • Contorno per salsicce e cotechino, soprattutto a Capodanno
  • Insalate tiepide con olio extravergine, cipolla e erbe
Consigli

Come sceglierlo e conservarlo

  • Sciacquale e mettile a cuocere in acqua fredda: in 25–35 minuti sono pronte, senza ammollo.
  • Sala a fine cottura, così la buccia resta tenera.
  • Controlla l’etichetta: circolano lenticchie vendute come «di Santo Stefano» che non vengono da qui.
  • Conservale in un barattolo chiuso, al fresco e all’asciutto, e consumale entro l’anno.
Attenzione: la produzione è piccola e circolano false «lenticchie di Santo Stefano». Per essere sicuro, compra dai produttori del Presidio o chiedi al referente.
Per ordinare

Dove acquistarlo e chi contattare

Contatti verificati sui siti ufficiali a ottobre 2026: prima di ordinare controlla disponibilità e prezzi.

Ettore Ciarrocca

Produttore e referente dei produttori del Presidio Slow Food, a Santo Stefano di Sessanio.

Silvan Fulgenzi

Produttore del Presidio a Santo Stefano di Sessanio.

  • Cellulare: 340 481 9763
  • Indirizzo: Via delle Aie, 18 – 67020 Santo Stefano di Sessanio (AQ)
  • Fonte: Fondazione Slow Food

Azienda agricola Marco Matergia

Produttore del Presidio a Barisciano.

Sapori di Campagna

Azienda di Livia Di Battista a Ofena, produttrice del Presidio.

Galleria

Le foto

Tocca una foto per ingrandirla.

Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio – 1

L’immagine è un’illustrazione disegnata per abruzzoparchi.it: non abbiamo trovato foto libere che mostrino proprio il prodotto abruzzese. Se hai una foto da condividere, scrivici.

Tradizione

Storia e curiosità

La coltivazione di legumi, e in particolare di lenticchie, nella zona di Santo Stefano è ricordata già in documenti monastici dell’anno 998. Per secoli le lenticchie sono state, insieme alla pastorizia, una risorsa preziosa per i paesi della Baronia di Carapelle.

Con lo spopolamento della montagna i campi si sono ridotti. Il Presidio Slow Food, sostenuto dal Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, riunisce oggi i produttori che continuano a coltivarle con i metodi tradizionali.

Curiosità: a settembre Santo Stefano di Sessanio dedica alle sue lenticchie una sagra, nel borgo medievale.

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