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Lo Zafferano dell’Aquila DOP

L’«oro rosso» d’Abruzzo nasce sull’altopiano di Navelli e in tredici comuni della provincia dell’Aquila. I fiori si raccolgono all’alba, gli stimmi si separano a mano e si essiccano sulla brace: ecco come si produce, come si usa e a chi rivolgersi per acquistarlo.

Zafferano dell’Aquila DOP — prodotto tipico dell’altopiano di Navelli


Prodotto tipico abruzzese

Zafferano dell’Aquila DOP: l’oro rosso di Navelli

Fiori viola raccolti a mano all’alba, tre fili rossi per fiore, separati uno a uno ed essiccati sulla brace: uno degli zafferani più pregiati al mondo, coltivato sull’altopiano di Navelli.

DOP Spezia Navelli Provincia dell’Aquila
Denominazione di Origine Protetta dal 2005
Zona Altopiano di Navelli, 13 comuni
Tipo di prodotto Spezia
Riconoscimento DOP (Reg. CE 205/2005)
Stagione Raccolta: ottobre–novembre

Navigazione rapida

Il prodotto

Che cos’è lo Zafferano dell’Aquila

Gli stimmi rossi del Crocus sativus coltivato nell’Aquilano.

Lo zafferano è formato dagli stimmi del fiore di Crocus sativus: tre filamenti rossi per ogni fiore, che si separano a mano e si essiccano. Lo Zafferano dell’Aquila è coltivato sull’altopiano di Navelli e nelle zone vicine, ed è Denominazione di Origine Protetta dal 4 febbraio 2005 (Reg. CE 205/2005).

Ha un colore intenso, un profumo deciso e un sapore pieno: per questo bastano pochi fili per insaporire un piatto. La produzione è piccola e tutta manuale, ed è il motivo del suo prezzo elevato.

Territorio

Dove nasce

La zona di produzione comprende 13 comuni della provincia dell’Aquila, con terreni tra 350 e 1.000 metri di altitudine. Il cuore è l’altopiano di Navelli, con la frazione di Civitaretenga, dove hanno sede il Consorzio di tutela e la cooperativa dei produttori.

  • Barisciano
  • Caporciano
  • Fagnano Alto
  • Fontecchio
  • L’Aquila
  • Molina Aterno
  • Navelli
  • Poggio Picenze
  • Prata d’Ansidonia
  • San Demetrio ne’ Vestini
  • San Pio delle Camere
  • Tione degli Abruzzi
  • Villa Sant’Angelo
Dalla terra alla tavola

La lavorazione

  1. In estate si mettono a dimora i bulbi (cormi) nei campi, in file ordinate.
  2. La fioritura arriva in autunno, di solito tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, e dura poche settimane.
  3. I fiori si raccolgono a mano all’alba, quando sono ancora chiusi, per proteggere gli stimmi.
  4. Lo stesso giorno, in casa, si separano a mano i tre stimmi rossi da ogni fiore: è la «sfioritura».
  5. Gli stimmi si essiccano subito sulla brace, in setacci: è la «tostatura», che fissa colore e profumo.
  6. Lo zafferano essiccato si conserva al buio e si confeziona in stimmi interi o macinato in polvere.
In cucina

Come si usa

In Abruzzo lo zafferano profuma piatti di montagna e ricette delle feste. Il consiglio di casa è metterlo in infusione prima di usarlo.

  • Risotto allo zafferano, il classico più semplice
  • Maltagliati o sagne allo zafferano con la salsiccia, tipici dell’Aquilano; si abbina bene anche alle sagne e ceci
  • Brodi, zuppe di legumi e ragù bianchi
  • Liquore allo zafferano e dolci come biscotti e creme
  • Formaggi e salumi aromatizzati, prodotti da alcune aziende locali
Consigli

Come sceglierlo e conservarlo

  • Per avere il massimo del profumo, metti i fili in infusione in poca acqua o brodo tiepido per 20–30 minuti e aggiungili a fine cottura.
  • Ne bastano pochissimi: per 4 porzioni di risotto sono sufficienti circa 0,1–0,2 g.
  • Preferisci gli stimmi interi: si riconoscono a colpo d’occhio, mentre la polvere è più facile da adulterare.
  • Conservalo in un barattolo ben chiuso, al buio e lontano da fonti di calore e umidità.
Attenzione: uno zafferano «a buon mercato» non può essere Zafferano dell’Aquila DOP. Controlla sempre la denominazione in etichetta e acquista dai produttori o dai rivenditori indicati.
Per ordinare

Dove acquistarlo e chi contattare

Contatti verificati sui siti ufficiali a ottobre 2026: prima di ordinare controlla disponibilità e prezzi.

Cooperativa Altopiano di Navelli

Produttori di Zafferano dell’Aquila DOP: vendono online stimmi in barattolini da 1 g e 0,5 g e polvere in bustine.

Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila

Per informazioni sulla DOP e sui produttori della zona.

Galleria

Le foto

Tocca una foto per ingrandirla.

Zafferano dell’Aquila a Navelli – 1 Zafferano dell’Aquila a Navelli – 2 Zafferano dell’Aquila a Navelli – 3

Foto 1: fioritura dello zafferano a Navelli; foto 2: raccolta dei fiori; foto 3: un campo di zafferano a Navelli al mattino. Crediti: Giancarlo.pak (CC BY-SA 4.0); Giancarlo Vetrone e Giancarlo Vetrone (CC BY-SA 2.0), via Wikimedia Commons, ridimensionate; dalla foto 1 è ricavata anche l’icona del menu.

Tradizione

Storia e curiosità

Secondo la tradizione lo zafferano arrivò nell’Aquilano nel Medioevo grazie a un frate domenicano della famiglia Santucci di Navelli, che ne avrebbe portato i bulbi dalla Spagna. Le fonti non concordano sulle date, ma la coltivazione nella zona è antichissima.

Nei secoli successivi lo zafferano divenne una delle grandi ricchezze dell’Aquila e fu commerciato verso i principali mercati italiani ed europei. Oggi la produzione è piccola, ma tutelata dalla DOP e dal Consorzio, fondato nel 2005.

Curiosità: per un solo grammo di zafferano servono circa 150 fiori, raccolti e lavorati tutti a mano: per questo è chiamato l’«oro rosso».

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